La Banca di Piacenza, come ogni anno in questo periodo, ha regalato ai suoi concittadini una nuova mostra.
Quest'anno il titolo è "Piacenza e i suoi cavalli", ed è dedicata al Mochi, l’artista che ha realizzato i meravigliosi monumenti equestri che troneggiano nella nostra piazza centrale e che rappresentano Alessandro Farnese
e Ranuccio Farnese.
La mostra è davvero ben strutturata: espone delle splendide litografie che mostrano come dovevano venire i cavalli e, soprattutto, un pezzo formidabile: la cedola di pagamento originale degli stessi.
Molto interessante è anche un altro cavallo "sconosciuto", sempre del Mochi, esposto proprio nella parte centrale della sala; l'artista lo aveva realizzato come prova prima di dedicarsi ai due maestosi esemplari della piazza.
Come mi accade sempre durante le mostre, scopro qualcosa di nuovo.
Ad esempio, ho imparato che durante la Seconda Guerra Mondiale i cavalli furono smontati e portati al castello di Rivalta per poterli salvare dai bombardamenti.
Direi che è stata un’ottima mossa, perché ha permesso di salvare questi due splendidi gioielli che ancora oggi spiccano orgogliosi nella piazza della nostra città.



















