Lettori fissi

sabato 28 marzo 2026

CUCINIAMO INSIEME - FINOCCHI AL FORNO CON PATATE E CIPOLLE (la ricetta più amata da mio papà)

La ricetta di contorno che vi propongo oggi è una delle preferite di mio padre.


INGREDIENTI
1 finocchio
4/5 patate
1 cipolla rossa
pan grattato
olio extravergine di oliva q.b.
sale fino q.b.


PREPARAZIONE

Per prima cosa pulite il finocchio, tagliatelo a metà, eliminate le parti più dure e tagliatelo a fettine.


Pelate le patate, tagliate anch'esse a fettine e mettetele nella stessa ciotola con i finocchi.


Infine mondate la cipolla, tagliatela per il lungo e mettetela nella ciotola insieme alle altre verdure.


Condite il tutto con olio e sale e poi mescolate bene con le mani, in modo da ungere il tutto in maniera uniforme.


Distribuite le verdure su una teglia e mettetele in forno a 180° per circa 20 minuti.


Trascorso il tempo di cottura, sfornate le verdure e rigiratele con una paletta.
Cospargetele con il pan grattato e infornate nuovamente per 5 minuti, in modo da farle diventare belle dorate.


Ed ecco qui che i nostri finocchi con patate e cipolle, sono pronti per essere gustati.

Stefania.

martedì 24 marzo 2026

DONNE NELLA STORIA - LE RAGAZZE DEL RADIO

Bentornati nella mia rubrica dedicata alle donne che hanno segnato il cammino della storia. 
Oggi voglio raccontarvi una vicenda che ho scoperto di recente e che mi ha profondamente colpita: la tragica e coraggiosa storia delle "Radio Girls".

Siamo negli anni '20, negli Stati Uniti. 
Il Radio era la scoperta del momento: una sostanza magica, considerata quasi un elisir di salute, che aveva una proprietà affascinante: "brillava nel buio".

Centinaia di giovani donne vennero assunte nelle fabbriche per dipingere i quadranti degli orologi con questa vernice radioluminosa. 
Era considerato un lavoro d'élite, ben pagato e "pulito".

(immagine presa dal web)

Per essere precise nel dipingere i minuscoli numeri degli orologi, i supervisori insegnavano alle ragazze una tecnica specifica: "Lip, Dip, Paint" (Labbia, Intingi, Dipingi). 
Le operaie dovevano affilare la punta del pennello con le labbra, intingerla nel radio e dipingere.

Ogni volta che lo facevano, ingerivano piccole quantità di radio. 
Ignare del pericolo, le ragazze scherzavano sulla loro luminosità: usavano la vernice per farsi brillare le unghie, i denti o i vestiti per stupire i fidanzati la sera.

(immagine presa dal web)

Presto, però, la magia svanì.
Le ragazze iniziarono ad ammalarsi di patologie orribili alle ossa e ai denti. 
Le aziende sapevano che il radio era pericoloso (gli scienziati usavano schermi protettivi), ma mentirono alle lavoratrici, dicendo che la polvere era innocua.

Fu così che cinque di loro (Grace Fryer, Edna Hussman, Katherine Schaub, Quinta McDonald e Albina Larice) decisero di fare causa all'azienda.

(Grace Fryer - immagine presa dal web)

La loro battaglia fu epica. 
Anche se molte di loro non vissero abbastanza per vedere la fine del processo, la loro determinazione portò allo sviluppo dei diritti dei lavoratori e alla creazione di norme più severe sulla sicurezza sul lavoro.

Le "Ragazze del Radio" non sono state solo vittime, ma "eroine civili". 
Hanno lottato per la verità e il loro sacrificio ha reso il mondo del lavoro un posto più sicuro per tutti noi.

Stefania.

sabato 21 marzo 2026

LA MIA MONGOLFIERA 3D TRA COCCI E SODDISFAZIONI

Oggi voglio condividere con voi il risultato di un piccolo "combattimento" creativo che mi ha tenuta impegnata ultimamente. 
Mi hanno regalato un puzzle 3D di una mongolfiera, uno di quegli oggetti che sulla scatola sembrano meravigliosi e facilissimi da montare, ma che poi, nella pratica... beh, sono tutta un'altra storia!


Devo essere onesta: non è stato affatto semplice. 
Mentre cercavo di incastrare i vari elementi, i pezzi continuavano a rompersi tra le mie mani. 
È stato un esercizio di pazienza incredibile, e più di una volta ho pensato di lasciar perdere tutto. 
Ma sapete come sono fatta: non mi piace dare vinta a un mucchietto di legno!

In una qualche maniera, pezzo dopo pezzo, colla alla mano e tanta attenzione, sono riuscita a portarla a termine.


Se guardate bene le foto dei particolari, i difetti si vedono (d'altronde, con tutti quei pezzi che saltavano via, il miracolo è che stia in piedi!), ma se la si guarda da lontano, nell'insieme, è davvero carinissima; anche se alla fine non corrisponde a quella della figura, perché alcuni pezzi sono andati "completamente perduti".

Ha quel fascino un po' vissuto e "artigianale" che le dà un carattere tutto suo.


A volte siamo troppo severi con noi stessi e pretendiamo la perfezione, ma questa mongolfiera mi ricorda che anche le cose un po' ammaccate e riparate possono avere il loro splendore. 
Adesso svetta nella mia camera e ogni volta che la guardo non vedo solo i suoi difetti, ma anche la soddisfazione di non aver mollato.

Stefania.

martedì 17 marzo 2026

PILLOLE DI STORIA - IL RISORGIMENTO A COLORI

Esplorare "Palazzo Farnese" a Piacenza è sempre un viaggio nel tempo, ma oggi la mia visita ha preso una piega inaspettata e... colorata!

Dovete sapere infatti che questo splendido palazzo, oltre ad accogliere i musei civici, propone anche delle mostre come questa dal titolo accattivante "Il risorgimento a colori".

Siamo abituati a pensare al Risorgimento come a un capitolo fatto di quadri a olio solenni o polverosi busti di marmo. Questa mostra ribalta completamente la prospettiva: qui la storia d'Italia viene raccontata attraverso la nona arte, il fumetto.




È incredibile come il dinamismo delle tavole riesca a dare una vitalità nuova a eventi che hanno segnato il nostro Paese. 

Non si tratta solo di "disegni", ma di una vera e propria narrazione visiva che rende quegli ideali e quelle battaglie estremamente vicini a noi, quasi pop.

Il momento che più mi ha colpita? Senza dubbio le "tre splendide tavole a fumetti" dedicate al momento in cui Piacenza è diventata ufficialmente la Primogenita d'Italia.




Vedere quanto accaduto nel 1848 illustrato con tale cura e passione mi ha fatto sentire parte di quella storia. 

È un omaggio bellissimo alla nostra città, che riesce a spiegare l'orgoglio piacentino meglio di mille parole.

Stefania.

sabato 14 marzo 2026

DIAMOND PAINTING - IL SEGNALIBRO, UN REGALO PERFETTO

Non c'è niente di meglio di un regalo fatto a mano che viene dal cuore, e io adoro avere una piccola scorta di creazioni in casa per ogni evenienza.

L'ultima aggiunta al mio "magazzino regali"  sono questi adorabili segnalibro ad angolo realizzati con la tecnica del Diamond Painting.


Sono utili, brillano un sacco e sono perfetti per l'amico lettore, per un pensierino di compleanno o come ringraziamento speciale.


In più, questi segnalibro si abbinano perfettamente al quaderno realizzato da poco che vi avevo mostrato qui, per cui la combo quaderno e segnalibro potrebbe essere adatta per un regalo più importante.

Stefania.

martedì 10 marzo 2026

JULES VERNE - I FIGLI DEL CAPITANO GRANT

Amici avventurieri da tastiera, oggi vi racconto di un'impresa epica, un viaggio che mi ha tenuta col fiato sospeso... e con l'atlante aperto! Ho appena finito di leggere la trilogia de "I figli del capitano Grant" di quel genio visionario di Jules Verne, e devo dire che, tolta qualche piccola "crisi geografica", l'ho adorata!


La storia inizia con il ritrovamento di una bottiglia contenente un messaggio del Capitano Harry Grant, naufrago da due anni. I suoi due figli, l'impavida Mary e il coraggioso Robert, insieme all'eccentrico Lord Glenarvan e alla sua dolce moglie Elena, si lanciano in una rocambolesca ricerca attraverso il 37° parallelo sud. Il loro obiettivo? Ritrovare il capitano scomparso. Il risultato? Un'odissea tra tempeste, terre sconosciute, incontri pericolosi e paesaggi mozzafiato.


Devo ammetterlo, Verne aveva una passione sfrenata per descrivere ogni singolo dettaglio geografico. Ad ogni cambio di vento, ad ogni isola spuntata all'orizzonte, partiva una lezione di geografia che tra l'altro a scuola abbiamo fatto pochissimo.
Tra Patagonia, Australia, Nuova Zelanda e isole sperdute nell'oceano, confesso di aver avuto qualche piccolo momento di confusione.

E vogliamo parlare degli incontri con la fauna locale? Canguri che saltano, leoni feroci...


Ammettiamolo, il lieto fine era quasi scontato come il panettone a Natale. Ma dopo tutte le peripezie affrontate dai nostri eroi, chi non avrebbe voluto vederli riabbracciare il loro caro capitano? Forse un pizzico di sorpresa in più non avrebbe guastato, ma nel complesso, l'emozione del ritrovamento e la gioia dei protagonisti mi hanno convinta.

I figli del capitano Grant" è un'avventura che consiglio vivamente a tutti coloro che amano viaggiare con la fantasia (e che non si scoraggiano di fronte alle lezioni di geografia!). 
Verne ci regala un mondo di scoperte e pericoli, personaggi indimenticabili e una storia ricca di avventure.

Stefania.

sabato 7 marzo 2026

PAGINE DI AMICIZIA: QUANDO CI SCRIVEVAMO LETTERE INFINITE

Un inverno di tanti anni fa, pensate che andavo ancora alle scuole superiori, incontrai ad un pigiama party organizzato da mia cugina quella che poi è diventata una delle mie migliori amiche: Giovanna.

All'epoca non c'erano i cellulari e per tenere i contatti a distanza (lei abita nella splendida Sardegna) si usava un metodo che oggi sembra quasi d'altri tempi: le lettere.

(immagine presa dal web)

E mamma mia quante ce ne siamo scambiate! 
La cosa che mi fa sorridere ancora oggi è che a scuola i miei temi erano lunghi al massimo due o tre colonne, ma con lei... con lei non finivo mai. 
Ci scrivevamo lettere lunghissime, pagine e pagine di fogli protocollo riempite con i nostri sogni, i segreti e i racconti delle nostre giornate.

Il momento più bello era l'attesa della risposta.
C'era quel brivido sottile nel tornare a casa da scuola e correre a controllare la cassetta della posta, sperando di trovare quella busta scritta a mano che mi aspettava. 

(immagine presa dal web)

Era un modo di comunicare lento, meditato, profondo. 
Momenti memorabili che, purtroppo, i giovani di oggi si stanno perdendo tra un messaggio istantaneo e l'altro.


Beh, sapete che quelle lettere le ho conservate tutte? Ne ho una scatola colma. 


Rileggerle oggi è come fare un viaggio nel tempo, ritrovare le ragazze che eravamo e riscoprire la forza di un legame che, nato per caso in un pigiama party, ha saputo attraversare il mare e gli anni.

E  voi? Avete anche voi una scatola dei ricordi piena di vecchie lettere o cartoline? 
Vi capita mai di rileggerle? 
Raccontatemi nei commenti se anche voi avete vissuto la magia della posta che arrivava a casa!

Stefania.