Bentornati a bordo,
dopo una lunghissima pausa estiva, che ha visto il cantiere navale fermo, perchè gli operai erano in sciopero per il troppo caldo.
Se nel primo post vi avevo lasciati con il fiato sospeso e lo scafo "incerottato" alla bell'e meglio, oggi abbiamo finalmente grandi novità.
Il cantiere ha fatto un balzo in avanti: abbiamo tolto i cerotti e, soprattutto, è arrivata l'artiglieria pesante.
Ma andiamo con ordine.
Ricordate il disastro del pezzo rotto che vi avevo mostrato nel primo post? Ecco, potete ufficialmente dire addio a quel look provvisorio da imballaggio postale.
Per sistemare il danno ho scelto la via del riciclo creativo: ho recuperato i rimasugli dei pezzi tagliati col laser e, armata di Attak, ho ricostruito la sezione.
Invisibile? Ma nemmeno per sogno!
Diciamo che lo scafo ora sfoggia una cicatrice evidente, degna di una dura battaglia... anche se, ironicamente, la nave non è ancora salpata dal porto!
Ma ehi, ogni vero scoglio del modellismo lascia il segno, e questo veliero ha già una storia vissuta da raccontare prima ancora di toccare l'acqua.
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Risolto il problema strutturale, sono passata alla fase successiva, e l'atmosfera a bordo è diventata decisamente più bellicosa.
Ho ufficialmente installato ben 14 cannoni.
Non parliamo della batteria sul ponte superiore, ma di quelli posizionati più in basso, nella parte inferiore dello scafo, pronti a spuntare minacciosi dai portelli d'armamento.
Questi 14 cannoni nascondono un segreto, una sorpresa speciale che li rende unici, "dovrebbero" essere retrattili.
Anche in questo caso il condizionale è d'obbligo, dato che lo sperimenteremo procedendo con il montaggio.
Nel frattempo la palla passa a voi: come sta venendo? Approvate la "cicatrice da cantiere" o avreste usato un altro metodo?
Stefania.




















