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giovedì 3 novembre 2016

DONNE NELLA STORIA - ADA LOVELACE


(immagine presa dal web)

Nel lontano 1.823 Charles Babbage un "visionario" proprio come Steve Jobs, con l'aiuto del governo e la fortuna ereditata dal padre inizia a lavorare su un progetto grandioso una calcolatrice meccanica che avrebbe dovuto poter tabulare fino ad 8 cifre decimali. Nel 1833 abbandona tale progetto per intraprenderne uno ancora più grandioso la "Analytical Engine" di gran lunga più complessa e che altri non è che il primo computer programmabile della storia. Ovviamente grandi furono le difficoltà e nel 1.842 il governo deciderà di abbandonare il finanziamento dell'iniziativa e quindi Babbage decise di proseguire da solo.

Una persona rimase sempre al fianco di Babbage per sostenerlo e incoraggiarlo: ADA AUGUSTA BYRON LOVELACE, donna dotata di straordinaria intelligenza a tal punto che nel 1.843 descrisse tale macchina come programmabile e con grande lungimiranza iniziò a pensare al concetto di intelligenza artificiale, spingendosi addiruttura ad affermare che tale macchina sarebbe stata molto importante per il futuro della storia.
Per dimostrare tutto ciò, Ada Lovelace corredò l'articolo con un algoritimo che oggi viene considerato il primo programma della storia.

In onore della nobile donna inglese riconosciuta universalmente come la prima programmatrice di software della storia, uno tra i più avanzati linguaggi operativi utilizzato dalla marina statunitense venne chiamato "ADA".


Fonte - "LA GRANDE STORIA DEL COMPUTER - dall'abaco all'intelligenza artificiale" e "Wikipedia".

10 commenti:

  1. non la conoscevo, una grandissima donna
    www.alessandrastyle.com

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  2. E' bello conoscere queste curiosità, grazie Stefania, anche per il tuo passaggio nel mio blog!! Assunta

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    1. A me piace molto scoprire le figure femminili e condividere con voi la loro storia.

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  3. Linda postagem...interessante!
    Doce abraço, Marie

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  4. Ah,se non ci fossero le donne!
    Un forte abbraccio e buon fine settimana cara.
    Letizia

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    1. senza le donne il mondo sarebbe molto più "povero"

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