Oggi voglio raccontarvi la storia di una donna che ha ridefinito il concetto di coraggio. In un’epoca in cui alle giornaliste venivano affidati solo articoli di cucina o moda, Nellie Bly decise che il suo posto era nel cuore della notizia, anche a costo della vita.
Nel 1887, Nellie accettò una sfida folle: farsi internare nel manicomio femminile di Blackwell’s Island, a New York, per documentare le condizioni disumane in cui vivevano le pazienti. Si finse malata di mente, affrontò dieci giorni d’inferno tra abusi, cibo avariato e bagni gelati, tutto per poter raccontare al mondo la verità.
Il suo reportage, "Dieci giorni in manicomio", fece uno scandalo tale da costringere le autorità a cambiare le leggi e a stanziare fondi per migliorare la vita di quelle donne dimenticate.
Ma Nellie non si fermò lì. Voleva battere il record del protagonista del libro di Jules Verne e ci riuscì: fece il giro del mondo in soli 72 giorni, viaggiando da sola con una sola borsa e sfidando ogni pregiudizio del tempo.
Nellie Bly non era solo una giornalista, era una combattente che usava la sua penna come un’arma per dare voce a chi non l’aveva. È la dimostrazione che con la determinazione si possono abbattere muri che sembrano insormontabili (e che spesso sono fatti solo di pregiudizi).
Stefania.

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