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lunedì 10 luglio 2017

DONNE NELLA STORIA - RITA LEVI MONTALCINI


(immagine presa dal web)

Ci ha lasciato da poco una donna straordinaria, il suo nome era Rita Levi Montalcini nota al mondo intero e che ha acquisito negli anni tantissime onoreficenze:

Premio Nobel per la medicina
National Medal of Science
Membro della Royal Society
Laurea honoris causa
— Università di Uppsala
— Istituto Weizmann
— Saint Mary University.
— Constantinian University.
— Università Commerciale Luigi Bocconi.
— Università di Urbino, 31 maggio 1990.
— Università di Bologna, 18 settembre 2001.
— Università di Ferrara, 17 dicembre 2002.
— Università degli Studi del Sannio, 19 giugno 2004.
— Università di Perugia, 4 ottobre 2006.
— Politecnico di Torino, 27 ottobre 2006.
— Università degli Studi di Milano-Bicocca, 22 gennaio 2008.
Dottorato honoris causa in medicina
— Università Complutense di Madrid, 23 ottobre 2008.
Dottorato honoris causa in scienze
— Dalla McGill University presso il Rettorato dell'Università La Sapienza, 23 febbraio 2011.
Commendatore dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana
Medaglia d'oro ai benemeriti della scuola della cultura e dell'arte
Dama di Gran Croce dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana
Medaglia d'oro ai benemeriti della scienza e cultura
Onorificenze straniere
Grand'Ufficiale dell'Ordine della Legion d'Onore (Francia)
Dama di Gran Croce dell'Ordine di Isabella la Cattolica (Spagna)

Nata in una famiglia ebrea nel 1909, insieme alla sorella gemella Paola (1909–2000), nota pittrice.

All'età di vent'anni entrò nella scuola medica dell'istologo Giuseppe Levi, dove cominciò gli studi sul sistema nervoso che avrebbe proseguito per tutta la vita. Ebbe come compagni universitari due futuri premi Nobel, Salvador Luria e Renato Dulbecco. Tutti e tre furono studenti di Giuseppe Levi verso il quale si sentirono in debito per la formazione in scienze biologiche e per aver insegnato loro come affrontare i problemi scientifici in modo rigoroso, in un momento in cui tale approccio era ancora abbastanza inusuale; fu lo stesso Levi a introdurre in Italia il metodo di coltivazione in vitro.

Nel 1936 il rettore dell'Università di Torino, le conferì la laurea in Medicina e Chirurgia con 110 e lode, successivamente si specializzò in neurologia e psichiatria.

Nel 1938 Benito Mussolini pubblicò il “Manifesto per la difesa della razza” firmato da dieci scienziati italiani, cui fece seguito la promulgazione di leggi razziali di blocco delle carriere accademiche e professionali a cittadini italiani non ariani. In quanto ebrea sefardita, Rita fu costretta a emigrare in Belgio con Giuseppe Levi, sebbene stesse ancora terminando gli studi specialistici di psichiatria e neurologia. Sino all'invasione tedesca del Belgio (primavera del 1940), fu ospite dell'istituto di neurologia dell'Università di Bruxelles dove continuò gli studi sul differenziamento del sistema nervoso.

Poco prima dell'invasione del Belgio tornò a Torino, dove, durante l'inverno del 1940, allestì un laboratorio domestico situato nella sua camera da letto per proseguire le sue ricerche.

Nel 1943 l'invasione dell'Italia da parte delle forze armate tedesche li costrinse ad abbandonare il loro rifugio ormai pericoloso e iniziò così un pericoloso viaggio che si concluse a Firenze.

Dopo la guerra tornò dalla famiglia a Torino dove riprese gli studi accademici e allestì un laboratorio di fortuna casalingo in una collina vicino ad Asti. I suoi primi studi (degli anni 1938-1944) erano stati dedicati ai meccanismi di formazione del sistema nervoso dei vertebrati. Con il maestro Giuseppe Levi, iniziò a fare ricerca negli embrioni di pollo attraverso i quali approfondì le ricerche sulle correlazioni nello sviluppo tra le varie parti del sistema nervoso e si rivolgeva allo studio dello sviluppo dei neuroni isolati da vari elementi del tessuto cerebrale dell'embrione,giungendo a diversi risultati pubblicati su riviste scientifiche internazionali.

Nel 1947 il biologo Viktor Hamburger, al quale si era ispirata per molti suoi lavori, la invitò a St. Louis, a prendere la cattedra di docente del corso di Neurobiologia al Dipartimento di zoologia della Washington University.

Nel 1956 venne nominata professoressa associata e nel 1958 professoressa ordinaria di zoologia presso la Washington University di St. Louis e, nonostante inizialmente volesse rimanere in quella città solo un anno, vi lavorò e vi insegnò fino al suo pensionamento, avvenuto nel 1977.[17] Per circa trent'anni fece le ricerche sull'NGF e sul suo meccanismo d'azione, per le quali nel 1986 ricevette il Premio Nobel per la medicina insieme al suo studente biochimico Stanley Cohen.


UNA "DONNA LIBERA"
Rita Levi-Montalcini ha sempre affermato di sentirsi una donna libera.
Ha rinunciato per scelta a un marito e a una famiglia per dedicarsi interamente alla scienza. Riguardo alla propria esperienza di donna nell'ambito scientifico, ha descritto i rapporti coi collaboratori e studiosi sempre amichevoli e paritari, sostenendo che le donne costituiscono al pari degli uomini un immenso serbatoio di potenzialità, sebbene ancora lontane dal raggiungimento di una piena parità sociale.


Fonte Wikipedia - per saperne di più:  http://it.wikipedia.org/wiki/Rita_Levi-Montalcini

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